Il Coniglio E La Principessa

scritto da Taby-Saby
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Testo: Il Coniglio E La Principessa
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La Principessa Aurelia era prigioniera non di un drago, ma della sua stessa perfezione. Viveva in una torre di marmo bianco, e l'unico essere vivente che le era permesso incontrare era un Coniglio Bianco, un animale insolitamente grande e saggio, che le portava messaggi cifrati dal mondo esterno. Un giorno, il Coniglio le rivelò un segreto: un incantesimo legava la Principessa alla torre. Per spezzarlo, doveva rinunciare alla cosa che più amava al mondo. Aurelia pianse, pensando al suo amato principe, un desiderio superficiale che aveva coltivato per mantenere le apparenze. Ma il Coniglio scosse la testa con dolcezza. "Non è lui. Lui è solo un desiderio superficiale, un'eco di ciò che dovresti volere." Aurelia rifletté profondamente. Amava i suoi abiti di seta, i suoi gioielli scintillanti, la sua posizione elevata. Ma c'era qualcosa di più profondo, un attaccamento che la teneva legata a quel luogo sicuro. Amava la sua "solitudine controllata", la sicurezza di un mondo che non poteva ferirla perché non poteva raggiungerla. La sua perfezione era la sua armatura. "Io amo la mia sicurezza," confessò al Coniglio, la voce rotta dall'emozione. Il Coniglio, che aveva sempre portato un piccolo medaglione d'argento al collo, lo lasciò cadere ai piedi della Principessa. Era inciso con un simbolo che Aurelia non aveva mai compreso appieno. "Questa è la chiave," disse la sua voce, ora più profonda. "Per spezzare l'incantesimo, devi desiderare che io sia libero di andare, anche se questo significa che non avrai più nessuno che ti parli, nessuno che ti porti notizie del mondo." Aurelia capì. Il suo amore più grande, la sua vera dipendenza, era la compagnia, anche se mediata, anche se mascherata. Rinunciare al Coniglio significava rinunciare al suo unico contatto con la realtà, il suo unico confidente. Con il cuore pesante, ma con una nuova determinazione negli occhi, pronunciò la formula: "Io libero il Coniglio Bianco." Immediatamente, la torre di marmo si sbriciolò in polvere finissima, sollevata da un vento improvviso. Aurelia si ritrovò in un campo fiorito, il sole caldo sul viso, l'aria piena di profumi sconosciuti. Davanti a lei, il Coniglio Bianco si contorse, la sua forma tremolante e luminosa. Il pelo bianco si ritirò, le orecchie si accorciarono, e in pochi istanti, al posto dell'animale, si ergeva un giovane uomo vestito di cuoio semplice, con lo stesso medaglione d'argento al collo. I suoi occhi, ora umani, brillavano di una saggezza antica. "Non ero un coniglio, Principessa," disse il giovane, la sua voce ora chiara e risonante. "Ero l'incantesimo stesso, mascherato da ciò che ti era più facile amare senza rischiare il vero cuore. La tua sicurezza era la tua prigione." L'amore vero, scoprì Aurelia, guardando il campo sconfinato che si apriva davanti a lei, richiedeva il coraggio di lasciare andare non solo ciò che ci lega, ma anche ciò che ci protegge troppo.

Il Coniglio E La Principessa testo di Taby-Saby
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